lunedì 5 dicembre 2011

Torino Film Festival – The Catechism Cataclysm, ovvero Will you sign my Bible?



Inizia bene, The Catechism Cataclysm, con un prete rockettaro che ai fedeli che frequentano il catechismo racconta storie di vita vera, assurde, che i fedeli non colgono, loro che preferirebbero cantare l’Alleluia. E il suo superiore, preoccupato, gli consiglia una vacanza. Lui che è solo, dopo aver scritto migliaia di e-mail recupera il suo idolo adolescenziale, un ex fidanzato della sorella rockettaro (hard) e pseudo-scrittore il cui unico lettore risulta essere il prete stesso. Questo incontro poco verosimile è, all’inizio, molto divertente e toccante: due solitudini (l’ex rockettaro ora tecnico delle luci a seguito di una band manco sa chi sia, questo prete venuto dal passato, ma comunque lo segue) che si incontrano in situazioni comiche e commoventi al tempo stesso, tra birre e confessioni. Ma poco a poco, mano a mano che vengono introdotti elementi tra lo spiritico e il satanico, il film perde presa, l’assurdo non riesce nel suo intento e perde la scommessa di una storia ben raccontata.


La cosa più divertente del film sono le storie dentro la storia, i racconti fantastici dell’ex rockettaro che spaziano da un tentato suicidio trasformatosi in pluriomicidio, alla vecchietta che sbaglia macchina e con la pistola puntata minaccia i veri proprietari, all’amore, infine, tra i due immigrati di origine sudamericana, operaio lui, sognatrice lei, che si incontrano dopo che lui è rimasto scolpito nella colata di cemento di un pilastro del viadotto che stava costruendo con i compagni; mossi a pietà, gli lasceranno una piccola fessura attraverso la quale “si consumerà" la grande storia d’amore.

L’assurdo era proprio il tema del film, dice il regista statunitense Todd Rohal; peccato, perché la prima parte del film era decisamente migliore.

Todd Rohal, The Catechism Cataclysm, Usa, 2011.

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