
È in Via Mantova 34. Non che fosse molto lontano. Ma una volta la febbre, e una volta una rapina, e una volta chi ti dà buca. Sembrava che fosse impossibile arrivarci, in Via Mantova.
Questa sera c’è chi rilancia. C’è un concerto. Andiamo al Basaglia? Io correggo: il mitico Basaglia? Non so, preferisco non fare piani, tanto vanno sempre a monte.
E come sempre, meno sono le aspettative, più sono le possibilità che succeda qualcosa di bello.
Il mitico Caffè Basaglia, al secondo piano di una zona che è già luogo di riscoperta urbana, è un posto accogliente. All’ingresso, chi non ce l’ha, si fa la tessera Arci. E poi in fondo, in una sala insonorizzata, un gruppo che suona.
Si chiamano Cabaret Sauvage, sono una chitarra acustica con armonica a bocca, basso, chitarra elettrica e batteria. Voci sparse. Un folto gruppetto di
groupies ventenni balla a ritmo e canta le canzoni. Più che amiche, sembrano vere fan.
La canzone che ci accoglie, e che è anche la mia preferita, è Timidi Eroi (Capra), una delle poche in italiano, azzeccata nel testo e nell’evoluzione, bel giro di chitarra, iperorecchiabile, interpretata bene. Una bella cover dei Beatles, altri brani in cui l’armonica la fa da padrone. La voce più penetrante è quella del batterista. Hanno un bel sound, di quelli che potrebbero fare strada. Forse meglio in italiano che in inglese.
Al bancone, una birra da ordinare, qualche tavolino in cui sedersi per una chiacchiera in pieno relax. Questa sera era un concerto, domenica sarà la presentazione di un libro, ce n'è per tutti i gusti. Un posto in cui tornare di sicuro.
Ah, dimenticavo. Questa sera, per la prima volta in vita mia, i Cabaret Sauvage mi hanno fatto sentire la nostalgia dei miei vent'anni. Non per il vissuto in quanto tale, ma per la possibilità che rappresentavano. Sarà questa la via del non ritorno?